TANNAZ HOSSEINI LAHIJI
Nata Tehran , Iran nel 1978:
Dal 1992 al 1997 Diploma di pittura (scuola arte visive Tehran Iran)
Dal 1997al 2002 Laurea di pittura (Libera Università arte e architettura)
(1999-2003 ) insegnante di disegno artistico per bambini di età 6-12 anni
(2000-2001) insegnante di anatomia in Università arte)-Tehran Iran
Dal 2002al 2003 dirigente in Jahan nama Galleria e Niavaran palazzo museo Tehran Iran
Dal 2004al 2005 Master di arte visive LABA libera accademia di belle arti, Firenze Italia
Dal 2007al 2008 corso di specializzazione di pittura alla (LABA)
Dal 2007é assistente al corso di tecniche pittoriche e attualmente dal 2008 professoressa di Disegno presso la libera accademia di belle arti(LABA)
è attualmente dal 2008 iscritta presso la accademia di belle arti di Firenze al corso di biennio specialistica in linguaggio multimediale
Dal 2008 Gallerista di Galleria ARTEDOVE via de macci 81R Firenze Italia
Siti d’arte
e-mail: tannaz_painter@yahoo.com
sito. www.tannazlahiji.com
Esposizioni
Tehran Iran:
1992 Galleria Sun House
1993 Galleria Jamshidiie
1997 Galleria Laleh
1998 Galleria Dariabeigi
1998 Galleria Free Lance
2001 Galleria Palazzo Saad abad
2001 Galleria Palazzo Niavaran Galleria Jahan nama
2002 Galleria kish island (sud Iran)
2003 Galleria Jahan nama
2004 Galleria Mostra Internazionale
2005 Workshop (Iran)Museo di arte contemporanea
Italia:
2005 Sardegna
2005 LABA ( Libera acc. BelleArti) Firenze
2005 Mostra Internazionale( Firenze centro)
2006 San Miniato (Pisa)
2006 Workshop (Fortezza di Basso Firenze)
2006 Figline Valdarno
2006 Greve in Chianti
2006 Circolo vie nuove Firenze
2007 Grassina ( Firenze)
2007 Bagno a Ripoli ( Firenze)
2007 Sesto Fiorentino
2007 Ponte a Ema
2007 Impruneta
2007 Circolo vie nuove(Firenze)
2008 Galleria artedove (Firenze)
2008 Performance (Bagno a Ripoli)
2009 Mostra in Giubbe rosse (Firenze)
2009 Mostra(Comune Bagno aRipolei)
2009 Performance (chiesa santa caterina all’Antella)
2009 Museo Piaggio (Pontedera)
Afghanestan:
2002
Inghilterra. Londra
2007
Russia. Mosca
2008
USA. Losangeles
2008
RESIDENZA :
Via della Cappellina,28/E , 50015 Grassina Firenze
Tel: 3460201870 . 3280527210
0552021474 fax: 055-643554
Tannaz
In alto, sugli stagni, sulle valli,
sopra i boschi, oltre i monti, sulle nubi
e sui mari, oltre il sole e oltre l’etere,
al di là dei confini delle sfere
stellate, tu, mio spirito, ti muovi
agilmente. Dividi la profonda
immensità,come un buon nuotatore…
Charles Baudelaire
Sboccia come in mille fiori lo zampillo di Terra e colora e arde tra il fervore e le nascoste sembianze i sensi.
Tannaz ascolta e il suono percepisce il profumo della pioggia.
Così , come il ventre della terra riesce a generare il frutto della sua anima, la pittura di Tannaz
è estasi della percezione, e nella sua arte si slancia nel mistero degli elementi.
I colori, le forme cosi evanescenti che a prima vista appaiono astratti, nascondono il senso vero del suo sguardo, quell’attento “sospiro” dei sensi che le fa vedere la Natura stessa e le sue Cose.
In tanti fiori scopre quel gesto, quello slancio inebriante che anima l’universo, quel lampo bruciante di un cielo in attesa, fino al lento fruscio del vento che piano inizia il suo slancio e veloce come il battito d’ali, rapido si sbatte e fugge incompreso tra i mille colori.
Zampilla come pioggia la pittura di Tannaz e colpisce con lacrime il cuore della Terra. Ma la sua arte non perde la testa nel disagio o nell’affanno incompreso del sogno, ma cerca nel radente riflesso di quelle lacrime i colori giusti, veri, appena risorti dopo una tempesta.
Il lavoro di Tannaz ci porta nello spazio abissale, nello scrigno del deserto, nella penombra della foresta e tra le anime sonore di acque pure. Sono elementi primordiali le sue spaziali forme, come lente esplosioni si estendono fino al limite dello spazio, per poi lasciare sospeso lo stesso e rendercelo inesprimibile fino a trovare un diverso sostegno, un più ampio respiro.
Tannaz gioca con gli elementi, ma non cerca la biologia o la scienza, ma la conoscenza dell’emozione, l’incanto fluttuante dell’abbaglio, quel gesto spruzzante che genera scompiglio in un equilibrio naturale.
La pittura di Tannaz e un collante silenzioso che scolpisce con la forza dell’iride la terra dura e la rende diversa: cuore pulsante dell’universo.
Scruta Tannaz, come un folletto curioso tra i colori dei fiori, e accompagnata dal ricordo del Giardino Terrestre e i Pascoli del Paradiso, i misteri del prato, il lento muovere delle forme e il muto sospiro dell’alba dove gocce di rugiada si raccolgono specchianti.
La ricerca artistica di Tannaz non traduce un passato e non mescola l’attuale, ma cerca il verso dei profumi d’oriente e di quella terra non porta tradizioni o radici, ma il silente germoglio dei colori e il tenero linguaggio del riflesso. La parola, l’arte, la pittura di Tannaz partono dall’inizio delle sensazioni per raggiungere lo specchio cristallino di sorgenti pulite. Nei suoi grandi lavori non si respira, ma si attende l’alito pungente di un entità, di un segno regale che canta nelle acque del deserto.
E’ l’origine dell’inizio che interessa all’arte di Tannaz e lei lo traduce, lo rende evidente fino a toccare il cortile antico dove respira l’alba, dove l’aurora del segno diventa elemento, forma e colore. La sua pittura si nutre di salmastro e di terra, di fuoco e di acqua e con lo sguardo attento stilla dal mare dei sensi le piante del fianco, del corpo caldo come l’evanescenza dell’amore.
Pittura soave, dal fiato sospeso, inaspettata dal gesto, ma sensuale nel tepore naturale dell’essenza.
Chiusa come la roccia, l’erba, l’acqua, la pittura si fa estensione e apre immediatamente tutto lo spazio e la parola giocata entra nei sensi e non si può fermare, perché come la terra urta l’universo e nello zampillo del gesto suona e canta l’unica preghiera del silenzio.
Come un frutto maturo, la pittura di Tannaz non dice parole e nessuna parola si desta, nessuna ci parla, ma come occhi segreti tra acqua briosa, ogni volta che osserviamo i suoi colori, riviviamo una Cosa antica, selvaggia che il cuore già conosce.
Tannaz è pittrice, artista nell’armonioso clamore della via del cuore e dello spirito. Il suo occhio le rivela il tenero e agile scompiglio dei sensi e la rende splendore di immortali forme, lei stessa bacia il sapore della natura e assaggia il nettare della sua stessa genesi e scopre nella meraviglia quell’esplosione di gioia “barocca”, che l’aria e l’accordo sonoro del tintinnio del rumore della terra le dona dal profondo, fino a risalire il suo volto.
Massimo Innocenti
Giugno 2009